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Resistenza, Rafforzamento e Investimento: approccio e strategie con cui ho affrontato la quarantena

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Si dice che ogni crisi genera opportunità, e una crisi come l’emergenza Coronavirus non l’avevamo mai vista prima. Quindi, dovendo rispettare le misure di sicurezza, ho deciso di togliermi qualche curiosità e verificare due cose durante la quarantena. La prima, a livello personale, scoprire se ero effettivamente in grado di trovare il giusto approccio per gestire quello che stava accadendo – dall’isolamento forzato in quarantena al blocco dell’economia – in modo da trarne qualcosa che andasse oltre la semplice sopravvivenza. La seconda, a livello professionale, capire se seguire i metodi e le strategie che uso nella mia azienda – specializzata anche nella gestione delle crisi – sarebbe tornato utile anche per me.

In questo video voglio dunque raccontarvi come ho affrontato questi due mesi di quarantena, sia dal punto di vista personale che professionale, sperando che possa essere utile a riflettere o di ispirazione per qualcuno di voi. La premessa è che una buona strategia si costruisce sempre prendendo in considerazione i vincoli da rispettare (ovvero tutto quello che non posso cambiare ma a cui mi devo adattare) e le variabili (cioè tutti i fattori che posso aggiungere o su cui posso agire per migliorare la situazione). L’altro punto essenziale di una strategia è il metodo: per affrontare una situazione inedita e critica, gestendo tutto restando chiuso in casa da solo per 2 mesi, sono indispensabili autocontrollo e disciplina militare, sia mentale che fisica.

Ho suddiviso la mia strategia in tre fasi – Resistenza, Rafforzamento e Investimento – come si fa durante un assedio o una crisi aziendale: prima si fronteggia l’ondata che ti colpisce e si combatte per contenere i danni; poi si recuperano le forze, si studia il contesto e ci si rafforza per contrattaccare; infine, si parte alla conquista.

Resistenza

Venerdì 6 marzo mi sono chiuso in casa: ho scelto di restare in quarantena da solo a Milano anziché tentare di raggiungere la mia famiglia. Ho fatto un inventario di tutto quello che avevo in casa, un elenco di cosa avevo bisogno e mi sono organizzato per fare la spesa online due volte al mese, organizzandola in modo da farmela bastare per 15 giorni. Ad oggi ho speso 679 euro e ho tutto quello che mi serve per stare bene fino alla fine di maggio, dunque una media di 226 euro al mese.

Con le mie aziende non è andata in modo molto diverso. Ho fatto partire immediatamente le misure di emergenza: da inizio marzo tutti i miei dipendenti hanno iniziato a lavorare in smartworking, abbiamo rivisto i ruoli di ciascuno e ci siamo divisi i compiti per non lasciare nulla di scoperto. In più, ci siamo organizzati per essere sempre in contatto e lavorare insieme durante la giornata, e ogni pomeriggio abbiamo fissato una videochiamata con tutto il team in cui ognuno racconta cosa sta facendo e ci si confronta sulle scelte da prendere insieme.

Da quel momento, oltre a garantire la continuità dei nostri servizi a tutti i clienti, siamo riusciti anche a rimodulare ogni attività per aiutarli a gestire l’emergenza che ciascuno di loro stava vivendo: alcuni dovevano annunciare la chiusura, come i ristoranti e le attività commerciali, altri dovevano informare i clienti di nuove disposizioni, come le banche e gli studi professionali, altri dovevano inventare nuovi modi per erogare i propri servizi. In ogni caso, con la nostra strategia di crisis managament abbiamo dovuto stravolgere tutte le attività di comunicazione e le campagne di marketing che avevamo costruito nei mesi precedenti.

Non ci sono state emergenze dal punto di vista finanziario, ma sono comunque entrate in vigore le misure di sicurezza che adotto in questi casi, ovvero riorganizzare le risorse e limitare le spese non necessarie. Non ci siamo salvati per caso dai problemi finanziari, ma grazie alla strategia adottata in passato: la mia azienda DeRev, ad esempio, è organizzata in modo tale da avere in cassa sempre un cuscinetto, ovvero un fondo di sicurezza con il budget necessario a garantire la continuità di tutti i reparti essenziali per almeno sei mesi. In questo modo, anche nell’ipotesi estrema che si azzeri ogni guadagno, abbiamo sempre il tempo per riorganizzare l’azienda e tornare operativi sul mercato prima di fallire.

Rafforzamento

Completati tutti gli interventi di urgenza nella seconda metà di marzo, anche se molti credevano che il lockdown sarebbe finito con l’inizio di aprile, io ho dato il via alla seconda fase della mia strategia: quella del rafforzamento. E per farlo ho tenuto fede ad una mia regola fondamentale: pianificare, eseguire e controllare sempre ogni aspetto della mia vita per lasciarsi dominare da ciò che accade.

Sono partito dagli aspetti personali e, come annunciato nel primo video del Manuale di Resistenza, ho ricostruito la mia routine quotidiana ed ho iniziato ad allenarmi tutti i giorni. Allo stesso tempo, ho iniziato a cucinare e a mangiare meglio di prima per rimettermi in forma. Vi risparmio le foto senza maglietta, che restano comunque pietose, ma in tre mesi e mezzo ho buttato giù un po’ di pancia passando da 82kg a 77kg. Oltre al mio corpo, ho deciso di sfidare e allenare anche la mia mente: nel secondo video del Manuale di Resistenza spiegavo quanto è importante per me mantenere un forte equilibrio mentale, anche e soprattutto in solitudine, così ho deciso di impormi uno stress test con isolamento totale: oggi è il 18 maggio 2020 ed è il mio 73esimo giorno a casa in totale solitudine, e la mia pace mentale è più forte e solida che mai. O almeno così dicono le voci nella mia testa.

Ho provato a fare lo stesso con le aziende, offrendo ad altri la possibilità di rafforzarsi. Così, prima di tutto abbiamo cercato di dare il nostro contributo a chi stava combattendo il Coronavirus, mettendo a disposizione la nostra piattaforma di crowdfunding a tutte le raccolte fondi legate all’emergenza, tra cui quella dell’Istituto Spallanzani, e poi offrendo consulenza gratuita ad enti pubblici, regioni e comuni per informare correttamente i cittadini e contrastare le fake news.

Investimento

Infine la terza fase: quella dei nuovi investimenti da fare oggi per prepararsi al futuro. La quarantena è stata il momento perfetto per riprendere a scrivere il mio libro e per lavorare alla mia nuova azienda Forekeep, che si occupa di argomenti estremamente attuali come la prevenzione, il benessere e il miglioramento degli stili di vita: l’avevo fondata circa un anno fa e stavo lavorando con calma al lancio sul mercato, ma l’esplosione della pandemia l’ha resa ancora più urgente e così ho accelerato i tempi. Adesso sto lavorando per trovare degli investitori, così da metterla in piedi e lanciarla sul mercato italiano entro fine anno.

Se tante imprese sono in difficoltà, infatti, dall’altro lato ci sono investitori e grandi aziende che hanno destinato un budget per gli investimenti e sono stati bloccati dall’emergenza. Quei soldi non sono scomparsi, sono ancora nelle loro tasche e dovranno investiti in qualche modo: dunque nessuno momento è più opportuno di questo per darsi da fare e costruire qualcosa. Se avete un’idea per una startup, un nuovo prodotto o l’intenzione di cercare un nuovo lavoro, questo è il momento perfetto per creare il proprio vantaggio competitivo rispetto agli altri e cogliere le opportunità che si presenteranno nei prossimi mesi.

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